Il blog dedicato alla dipendenza affettiva

Arte e Terapia

Marnie: la donna intrappolata nell’identità di bambina

21 febbraio 2018

Una giovane attraente donna dai capelli scuri, cammina con una valigia lungo i binari di una stazione ferroviaria. Questa donna ha appena rubato 10.000 dollari, approfittando delle sue mansioni fiduciarie di segretaria.

Subito dopo il colpo, fugge, torna del suo colore di capelli, biondo platino, cambia nuovamente identità e città. Prima di proseguire con i suoi piani, si reca in campagna a trovare il suo amato cavallo Florio, per poi andare a Baltimora a trovare la madre, una donna fredda, con un grave handicap alla gamba. L’incomprensibile freddezza della madre, turba Marnie così come la fobia per il colore rosso e gli incubi notturni che spesso la tormentano nel sonno.

L’incontro tra Marnie e Mark

Lasciata la madre, Marnie si dirige verso Philadelphia e si candida quale segretaria presso una società di proprietà di un giovane e ricco imprenditore, Mark Rutland. L’uomo, che aveva già notato la ragazza presso un’altra società ove era stato commesso il furto, è talmente colpito dalla bellezza e dal comportamento insolito della ragazza, che nonostante i gravi sospetti, la assume.

Spinto dal desiderio di conoscere meglio Marnie, Mark le chiede di fare gli straordinari e mentre un temporale li sorprende rompendo delle finestre, la ragazza sino a quell’istante di ghiaccio, cade in preda all’angoscia e si fa baciare dall’uomo.

Da questo momento Marnie si lascia corteggiare da Mark e persino presentare al padre di lui.

Marnie ci riprova, con un finale inaspettato

A questo punto Marnie non può più aspettare ad agire, una sera mette a segno il colpo e fugge. Questa volta però Mark, che sa della passione di Marnie per i cavalli, la ritrova presso il maneggio. Marnie è messa alle strette dall’uomo, non le serve mentire e supplicare di lasciarla andare, lui la vuole sposare e Marnie, per evitare il carcere, accetta. Riportata Marnie a Philadelphia, Mark annuncia le nozze, si sposano e partono per una costosa crociera ai Caraibi.

Durante il viaggio di nozze, però, i problemi di Marnie emergono prepotentemente: la donna non tollera l’idea di essere toccata da un uomo, nemmeno da suo marito. Mark, aspetta pazientemente, ma quando una sera cede ai suoi istinti, Marnie non regge all’accaduto e cerca di affogarsi nella piscina della nave.

Le fobie di Marnie: indagine sul suo passato

Decidono di tornare allora a casa. Mark cerca di rendere felice in ogni modo la moglie: gli fa arrivare il suo cavallo Florio, la riempie di regali, organizza una festa, ma gli incubi e le fobie di Marnie, che si rifiuta di consultare uno psichiatra, persistono.

Mark decidere allora di indagare sul passato di Marnie e scopre molte verità: viene a conoscenza non solo che la madre di Marnie non è morta ( diversamente da quanto sostenuto dalla moglie) ma che molti anni fa fu processata per omicidio.

Nel corso di una battuta di caccia, Marnie innervosita dalla visione del colore rosso, si lancia in un folle corsa con il suo cavallo Florio che si ferisce gravemente. Per porre fine al dolore del suo amato cavallo, Marnie gli spara. È sconvolta e in preda ad impulsi incontrollati torna alla villa per cercare di rubare il denaro nella cassaforte. Stavolta però Mark ha avvolto le banconote con del nastro rosso e Marnie si blocca.

L’ora della verità nascosta

Il marito decide allora di mettere Marnie dinnanzi a quella verità, rimossa dalla sua mente, ma che con veemenza tormenta Marnie. L’uomo la porta a Baltimora, dalla madre e pretende che la donna racconti alla figlia tutto quello che successe quella notte di tanti anni fa, mentre un tremendo temporale faceva da colonna sonora agli eventi.

La madre di Marnie, ragazza-madre, si guadagnava il denaro per sé e la figlia, prostituendosi e una notte, quando un marinaio aveva cercato di importunare la bambina, nasce una violenta colluttazione.

Nel sentire la madre che urla per il dolore perché ha la gamba bloccata, la bambina, per aiutare la mamma in pericolo, impugna un attizzatoio e lo colpisce sino ad ucciderlo. La madre di Marnie, per proteggere la figlia, si assunse la colpa, e fu assolta per legittima difesa.

Nel corso della narrazione, in modo quasi spiritico, Marnie inizia a parlare con la voce della bambina spaventata di quella famosa notte.

Ora tutto torna: il temporale, i lampi, i tuoni, il sangue. Marnie ora è libera, sa che in qualche modo la madre l’ha amata proteggendola e adesso può prendersi cura di sé e cercare di stare bene, anche accanto ad un uomo.


Curatrice della sezione: Arte e Terapia. Avvocato penalista, appassionata di cinema e affascinata dall’introspezione che attraverso il cinema ognuno di noi può compiere. “Anche nella mia esperienza professionale mi capita spesso di incontrare donne che sono state dipendenti affettive. Si tratta solitamente di donne intelligenti e capaci in diversi settori della vita che, tuttavia non sono state in grado di spezzare legami malati. Certe di non poter vivere senza il proprio carnefice, hanno sopportato per lungo tempo umiliazioni, privazioni e maltrattamenti, convinte che fosse il loro prezzo dell’amore, sino a quando hanno raccolto il coraggio per dire basta ed essere risarcite per quanto subito”.



2 commenti
  1. fabrizio

    Di proposito ora non ho letto l'articolo e senz'altro ho visto il film, ma avrei difficoltà a rivederlo. Se leggo il romanzo riesco comunque a cogliere il messaggio del film? Grazie.

  2. Fabrizio

    Ho finito di leggere stanotte alle 4. Il romanzo differisce in alcune parti anche di non poco conto, ma le conclusioni sono simili. Ritrovo in pieno il tema della dipendenza e molto altro. È un racconto che ha dato il via a un tumulto di pensieri e di sensazioni. La ringrazio molto per questi spunti originali e preziosi.

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