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Arte e Terapia Terapia

Tras-Forma la Rigidità con la Danzaterpia Clinica

21 marzo 2018

Tras-Forma la Rigidità con la Danzaterpia Clinica

Nel precedente articolo abbiamo esplorato il significato del momento di “chiusura” che accompagna la fine di una relazione a partire dalla definizione di “amore maturo”. Abbiamo visto come un momento di “raccoglimento”, fisico e psichico, sia assolutamente fisiologico e necessario per la crescita dell’individuo, in quanto mezzo per conoscere se stessi in profondità e per prepararsi ad una nuova apertura.

Tuttavia può accadere che questa “difesa” si irrigidisca, e che una modalità, normalmente transitoria, si stabilizzi nel tempo, risultando “disfunzionale”.

Che cosa accade se le difese si “cronicizzano”? Se una determinata situazione si stabilizza? Se il naturale movimento che caratterizza la vita umana cessa?

Per approfondire tale tematica attraverso i temi della Danzaterapia Clinica, è utile introdurre il concetto di “Forma”.

Definire la nostra Forma

Ciascuno di noi è dotato di una propria Forma, finita, che è una Forma fisica e psichica. Nel definire la propria Forma, si traccia un “confine” tra interno ed esterno, tra “io” e “tu”.

L’etimologia della parola “confine” restituisce l’importanza della presenza di due identità e della reciprocità nell’atto di tracciare tale linea di demarcazione, dunque di de-limitare.

Infatti, il confine non è altro che un limite: per i romani, i limiti erano quelle pietre che segnavano i confini, dotate di valore sacro e che, protette da una divinità, non potevano essere rimosse.

Nella sua accezione psicologica, il concetto di limite è soggettivo, diverso per ciascuno di noi, e la sua definizione, fisica e psichica, è possibile, per l’appunto, attraverso la relazione con l’altro. L’”io” si scopre nei propri limiti, spaziali e temporali, e si definisce, traccia un confine, attraverso l’incontro e la relazione con un “tu”, diverso per sua natura dal soggetto.

Dunque, la nostra Forma, personale e finita, si definisce a partire dai nostri limiti.

Darsi una forma è delimitarsi.
Darsi dei limiti è definirsi.

Ciascuno è, dunque, dotato di una propria Forma, delimitata e finita, ciascuna con le proprie caratteristiche e specificità.
Riconoscere i propri limiti significa riconoscere la propria finitudine, che non è altro che la finitudine dell’esistenza umana, e avere l’opportunità, così, di vedere realmente se stessi e il mondo che ci circonda. A partire dalla presa di consapevolezza dei nostri limiti, abbiamo la possibilità di conoscere e ri-conoscere, la nostra “forma”, la nostra “conformazione”.

Ma che cosa accade se la nostra Forma s’irrigidisce eccessivamente? Continua a leggere l’articolo per approfondire cosa la rigidità della nostra Forma psichica può inficiare la nostra personalità e come la Danzaterpia può trasformare in “flessibilità”. Clicca in basso per continuare!

Curatrice della sezione: "Arte e Terapia" Architetto, danzatrice, danzaterapeuta in formazione. Studia danza fin da piccola, in età adulta approfondisce lo studio del corpo “in scena” tramite il teatro e il teatrodanza. Da sempre interessata alla psicologia, si forma come Danzaterapeuta presso la scuola “Lyceum” a Milano frequentando il corso di formazione in Danzaterapia Clinica. Conduce percorsi di Danza Creativa per bambini e percorsi di Danzaterapia Clinica per la disabilità e per adulti. Applica la Danzaterapia Clinica in eventi e seminari riguardanti temi specifici.



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