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Arte e Terapia Coppia

Il “darsi spazio” e la definizione dei confini nella coppia

16 settembre 2018

Il “darsi spazio” e la definizione dei confini nella coppia

Spesso, nelle relazioni interpersonali, si vivono situazioni di disagio e di sofferenza legati ad una mancanza di rispetto degli spazi, propri e altrui.
E se questo è vero in ogni tipo di relazione adulta, diventa molto più difficile gestire tali situazioni quando questo si verifica nei rapporti di coppia, dove il coinvolgimento emotivo rende più difficile la valutazione di ciò che accade.

Se poi tali eventi accadono con una certa frequenza e l’intensità emotiva a essi legata è notevole, è probabile che ci troviamo all’interno di una relazione “disfunzionale”, in cui dinamiche reciproche non permettono di vivere l’espansione, l’espressione, la serenità, il nutrimento, la creatività dell’Amore.
Così, negli “amori-briciola”, caratterizzati da dinamiche di Dipendenza Affettiva, si presenta spesso una tendenza alla negazione del proprio spazio, fisico e psichico, e di conseguenza una negazione dei propri bisogni.

Di fatto, in una relazione caratterizzata da dinamiche di Dipendenza Affettiva, si “lascia spazio” al partner all’interno di una relazione insoddisfacente e infelice, la cui dinamica spesso si ripete nel tempo, anche con differenti partner.

Se la ricerca di “vicinanza”, nel senso ampio del termine, è assolutamente normale in una prima fase della relazione, quella dell’“Innamoramento”, sfocia invece in una dimensione più patologica, in quanto portatrice di sofferenza, quando l’annullamento dei propri spazi e bisogni diviene un attaccamento simbiotico al partner, quando lo struggimento o il rimuginio si sostituiscono al piacere.

Questa dinamica può manifestarsi quando la relazione viene nutrita dalla paura di perdere l’altro: nella lontananza, il pensiero dell’altro non è rassicurante e i pensieri ripetitivi e il bisogno di certezze e di rassicurazione minacciano la perdita di sé stessi. La presenza dell’altro, invece, è fonte di gratificazione e pone fine ai sentimenti angosciosi, sintomi di una vera e propria astinenza.

In questa vicinanza, fisica ed emotiva, tuttavia, il rischio di perdere sé stessi e i propri spazi è molto alto.

In una relazione come quella descritta sopra, in cui le paure abbandoniche, la scarsa autostima, le fragilità, la sacrificalità, danno luogo a rapporti “con-fusi”, dolorosi e sofferenti, spesso sarà possibile riconoscere la tendenza a reprimere emozioni considerate scomode o negative al fine di “proteggere” la relazione. Anche questa repressione è una riduzione dello spazio personale, inteso come spazio individuale protetto, fisico e psichico, che ci permette, di volta in volta, di stabilire distanze, coordinate, direzioni…


Curatrice della sezione: "Arte e Terapia" Architetto, danzatrice, danzaterapeuta in formazione. Studia danza fin da piccola, in età adulta approfondisce lo studio del corpo “in scena” tramite il teatro e il teatrodanza. Da sempre interessata alla psicologia, si forma come Danzaterapeuta presso la scuola “Lyceum” a Milano frequentando il corso di formazione in Danzaterapia Clinica. Conduce percorsi di Danza Creativa per bambini e percorsi di Danzaterapia Clinica per la disabilità e per adulti. Applica la Danzaterapia Clinica in eventi e seminari riguardanti temi specifici.



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