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Arte e Terapia

Benessere: migliorare attraverso la “nostra” creatività

3 novembre 2018

Benessere: migliorare attraverso la “nostra” creatività

Tra i molteplici fattori che influenzano il nostro benessere quotidiano, personale e relazionale, un importante ruolo è svolto dalla Creatività.

La creatività è la capacità di far fronte alle problematiche quotidiane con proposte originali: naturalezza e spontaneità sono gli ingredienti fondamentali di questa originalità e permettono al nostro essere di emergere. La creatività, in tal senso, non è una qualità dei pochi, ma uno slancio vitale che appartiene potenzialmente a tutti. Qualora nella nostra vita si manifestasse una carenza di questa naturale attitudine, si andrebbe incontro ad atteggiamenti ripetitivi, fissi, schematici che potrebbero generare ansie, paure, frustrazioni.

Questi atteggiamenti spesso si manifestano anche all’interno della relazione con l’altro: la ripetizione di schemi può danneggiare i rapporti interpersonali oppure dare vita a relazioni permeate da emozioni negative: generare, dunque, rapporti insoddisfacenti. Per uscire da tale ripetizione, tuttavia, è bene approfondire la tematica e dotarsi degli strumenti adeguati.

La potenza del processo creativo può essere risvegliata con apposite metodologie, al fine di migliorare la qualità della propria vita e aumentare il benessere.

Creare è Amare

Dunque, intendiamo qui con il termine “Creatività” una qualità dell’atteggiamento che permea il nostro vissuto e che non è esclusivamente proprio degli “artisti”: posizionare dei fiori in un vaso, preparare un pasto, scegliere il proprio abbigliamento, sono tutte piccole azioni quotidiane che possono essere svolte con tale atteggiamento e che ci consentono di connetterci con una forma di amore.

“L’amore per qualcosa, non importa se per una persona, una parola, un’immagine, un’idea, la terra o l’umanità.” – C. Pinkola Estés

Così C. Pinkola Estés definisce la capacità creativa nel suo libro “Donne che corrono coi lupi” (cliccare per maggiori informazioni).

Se si mette la persona in contatto con il proprio processo creativo, tutti gli ambiti della sua vita potranno giovare di tale connessione, e non solo gli ambiti specifici legati all’uso della creatività.

Ma che cos’è la creatività?

Il processo creativo è un coinvolgimento totale della persona che entra in comunicazione e in relazione dinamica con la realtà che la circonda. In questa connessione, però, la persona trasforma la realtà attraverso l’ascolto del proprio desiderio: ha dunque un ruolo attivo in un processo che va ben oltre il semplice adattamento al contesto.

Questa esperienza risulta profondamente piacevole: la possibilità realizzare il proprio desiderio produce uno stato di eccitazione, a cui si aggiunge il piacere insito nel processo del creare.

“L’uomo si unisce col mondo nel processo di creazione.” E. Fromm

Creatività: benessere e divertimento

L’atto creativo è inoltre un’enorme opportunità di “divertirsi”. Questa parola, attraverso la sua etimologia (dal latino de-vertere = Volgere altrove, deviare) ci accompagna in un movimento di cambiamento di direzione: il divertimento è infatti un’opportunità di andare oltre sé stessi, i propri limiti e le proprie abitudini, di trovare nuove connessioni possibili, nuove modalità, anche nella relazione.

Entrambi i termini, Creatività e Divertimento, riportano immediatamente ad un’età bambina: la creatività è infatti un impulso naturale, un’espressione di vitalità. È presente dalla nascita in poi ed è molto evidente nei bambini che, giocando, costruiscono, inventano, fantasticano.

Questo atteggiamento può essere conservato, mantenuto e nutrito anche nell’età adulta, e può diventare una “colorazione dell’intero atteggiamento verso la realtà esterna”, come lo definisce Winnicott.

È possibile dunque portare nella quotidianità questa connessione con il benessere, sperimentandolo nell’atto stesso del processo creativo, indipendentemente dal risultato. Per far sì che ciò accada, deve essere presente una doppia relazione: la relazione con sé e la relazione con l’ambiente circostante.

Nel processo creativo si sperimenta infatti lo “stato di presenza”, nel qui ed ora, attraverso una connessione profonda con il proprio mondo interiore, il proprio sentire, i propri desideri e i propri moventi interni. Allo stesso tempo, il confronto con il mondo esterno alimenta la necessità e rende vivo e reale il processo.

In quel momento, L’INCONTRO tra mondo interiore e mondo esterno genera un vissuto di UNITÀ. In quell’esperienza di FLUSSO, pensiero, azione e coscienza si integrano.

In quel processo, si percepisce di AMARE la vita.

Del resto, cos’altro è Amare?

Non è forse quella profonda percezione di Unione col Mondo? Quella capacità di sentire, e al tempo stesso di agire? Quell’incontro armonioso tra mondo interiore e mondo esteriore? Quell’unione di Essere e Fare, di percezioni e di pensiero, di Presenza e di Trasformazione?

Questo stato di flusso è una potenzialità di tutti. A prescindere dalle condizioni fisiche e psichiche. Va solo coltivata, innaffiata, curata, un pò per volta.

“Attivare” la Creatività per il nostro Benessere con la Danzaterapia Clinica

Abbiamo detto che la creatività è anche una connessione con il proprio sentire. Davanti al confronto con il mondo esterno, diversi possono essere gli atteggiamenti: un atteggiamento creativo, dato dalla connessione profonda con sé, porterà a sentirsi parte di un processo.

L’atto creativo sarà vissuto come piacevole, e condurrà la sperimentazione delle possibili alternative con gioia. Per tale motivo è fondamentale per me, Danzaterapeuta, lavorare sulle potenzialità di ciascuno, sulle sue risorse, sui suoi aspetti vitali, sulle sue capacità creative.

Nello specifico, attraverso il corpo.

Perché il corpo?

Perché la nostra esperienza del mondo passa necessariamente attraverso il corpo. La vita si manifesta nel corpo attraverso il movimento. Ciascun movimento esterno è guidato da un movimento interno ad esso. La parola “emozione”, etimologicamente, significa proprio “portare fuori”. Le emozioni sono infatti i nostri moventi interni, suscitando movimenti e cambiamenti al di fuori di noi.

Ed ecco che il corpo, quando è mosso dalle emozioni, danza. “Danzare la vita”, come direbbe R. Garaudy, è mettere in ogni gesto della propria esistenza quella “presenza” e quegli aspetti vitali e rigenerativi propri del processo creativo.

È far partecipare il respiro. È metterci il cuore.

Per fare ciò, è necessario divenire “sensibili a se stessi”, “padroni del proprio corpo”, accompagnati da quel senso di unità che continuamente integra e trasforma sensazioni interne e stimoli esterni.

Come può intervenire la Danzaterapia Clinica sul nostro benessere?

Questa è la grande potenzialità della Danzaterapia Clinica. La possibilità di portare quel senso di unità in ogni gesto quotidiano. E insieme a quell’unità, la generatività. Sollecitando le emozioni, il movimento del corpo si trasforma in gesto autentico.

L’autenticità è data dalla connessione col proprio sentire e col suo libero fluire. La musica, opportunamente scelta, accompagna determinate qualità di movimento, affiancando le parole del Conduttore ed eventuali oggetti-stimolo e facilitando l’immersione nelle immagini proposte. In quel flusso, ciascuno può immergersi in quel processo creativo e nelle piacevoli sensazioni ad esso connesse. Ciascuno può, infine, sperimentare attivamente la possibilità di trasformare, di giocare, di “tornare bambino”.

Nella ripetizione dell’esperienza, incontro dopo incontro, grazie alla connessione creata dalla metodologia con il proprio sentire, sarà possibile portare quell’esperienza con sé e trasformarla in un atteggiamento di benessere quotidiano. I benefici dell’esperienza sono percepiti sul proprio corpo, settimana dopo settimana.

Alla fine di ogni incontro, la richiesta di verbalizzare la propria esperienza sollecita la riflessione sul proprio vissuto e permette di dargli un significato. Gradualmente, si assiste ad una crescita della consapevolezza della persona, che prende contatto con nuovi aspetti di sé e li integra nella propria esperienza quotidiana. Questa maggiore capacità di relazionarsi con sé dà la possibilità di sperimentare, sempre più frequentemente, quello scambio tra interno ed esterno che è parte integrante del processo creativo.

Con ciò, le sensazioni positive ad esso connesse, la percezione di essere presenti a sé stessi, la scoperta delle proprie “potenzialità”, la gioia di un “interno” che “prende corpo”, la meraviglia della trasformazione dell’esterno.

Con la Danzaterapia Clinica, si riscopre il piacere di muoversi, si trasporta l’atto generativo nella vita quotidiana, si trasforma ogni piccolo gesto in un gesto d’Amore.

Si torna ad amare la Vita.


Curatrice della sezione: "Arte e Terapia" Architetto, danzatrice, danzaterapeuta in formazione. Studia danza fin da piccola, in età adulta approfondisce lo studio del corpo “in scena” tramite il teatro e il teatrodanza. Da sempre interessata alla psicologia, si forma come Danzaterapeuta presso la scuola “Lyceum” a Milano frequentando il corso di formazione in Danzaterapia Clinica. Conduce percorsi di Danza Creativa per bambini e percorsi di Danzaterapia Clinica per la disabilità e per adulti. Applica la Danzaterapia Clinica in eventi e seminari riguardanti temi specifici.



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