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Da piccolo seme a germoglio di una nuova vita

Da piccolo seme a germoglio di una nuova vita | Dipendiamo.blog

Negli articoli precedenti, abbiamo posto l’attenzione su alcune delle sane difese che la dipendente affettiva può mettere in campo nel corso della sua trasformazione, quali raggiungere la consapevolezza della sua unicità e la fiducia in sé stessa e, di conseguenza, nell’altro.

Tra le sane difese, il riconoscimento dei propri bisogni riveste un ruolo fondamentale, poiché è attraverso la conoscenza e l’amore per noi stessi che possiamo poi conoscere e amare gli altri per quello che sono, ed instaurare soddisfacenti relazioni.

Come Arabella nel libro “La principessa che aveva fame d’amore” ha dovuto fare diversi tentativi per produrre un pane gustoso capace di nutrirla e divenire la regina del suo cuore, così ognuno di noi è alla ricerca della propria speciale ricetta ed è necessario darsi tempo per scoprirla.

Andando oltre i confini che ci siamo creati per non soffrire ancora, possono esserci grandi sorprese e nuove opportunità: occorre solo il coraggio di osare, innaffiando giorno dopo giorno il nostro seme per darci un’occasione di maturazione.

Tuttavia, il percorso verso questa direzione è piuttosto lungo e faticoso e la sua ricetta articolata: ascolto, pazienza, umiltà, solitudine, presenza, responsabilità sono solo alcuni degli ingredienti coinvolti per partorire il seme di una nuova vita.

La metafora del seme della nuova vita è, a mio avviso, egregiamente sviluppata nell’albo illustrato “Sem il piccolo seme” di Alessandro Gigli e Teresa Mulet (Federighi Editori).

Sem è un piccolo seme che abita in un mandarino. Il suo mondo è lo spicchio in cui vive, che lo rassicura e gli fa solo trasparire le esterne sfumature verdearancioni, limite invalicabile dei suoi orizzonti.

“Questo è Sem, piccolo seme, nel suo mondo nulla teme, tutto solo non si cruccia, ben protetto dalla buccia, giorno e notte si trastulla, nel suo spicchio, dolce culla.”

Le nostre zone di confort ci permettono di rilassarci ma, a lungo andare, possono trasformarsi in gabbie in cui non ascoltiamo i nostri veri bisogni ma le paure che ci stanno dietro, e non agiamo verso la nostra evoluzione.

“Ormai sono maturo, ho conosciuto altri semi, ed esplorato il mondo, da qui a la’, sopra e sotto, cos’altro può esistere e dove?”

Continua la lettura dell’articolo e scopri come il protagonista di questo racconto fa della sua curiosità un percorso per crescere e superare i confini che lui stesso si è dato. Clicca in basso per continuare la lettura!

Sem si chiede cosa possa esistere oltre alla realtà in cui vive, come possa uscire dal suo guscio tanto amato: da una domanda e dalla curiosità nascono nuove conoscenze.
Sem apprende che esistono anche le mele e le pere di diverse varietà, e i loro abitanti, e ognuno di loro ha una forma e un colore diverso. Scopre i cocomeri, abitati da un popolo nero, le ciliege, i fichi, affollatissimi da un popolo minuto, e infine l’arancia, simile a lui ma molto più grossa.

Sem è pronto a varcare i confini che si è dato.

“Ormai sei coraggioso, sei maturo, sei pronto per uscire fuori dal guscio, liberati dalla buccia, te la senti Sem di fare questo grande balzo?

Il percorso verso la nostra vera identità è una riscoperta delle potenzialità insite in noi.

La voglia di inoltrarci in un terreno sconosciuto assecondando il nostro bisogno di scoperta e la vittoria sulle nostre paure sono di grande stimolo per il viaggio che ci attende.

“Il coraggio sempre cura ogni piccola paura, affrontare un cambiamento è sfidare un forte vento, è sfidare la tempesta, solo dopo si fa festa…”

Ogni rinascita può avere luogo solo se si sfida con coraggio la tempesta e si scende nell’ascolto profondo di noi stessi. È un passaggio piuttosto intenso dal quale non si può più tornare indietro, un passaggio che tocca il nostro buio e che passa attraverso il perdono di noi stessi e il prendersi la propria responsabilità di scelta. È un percorso verso la verità.

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Sem è frastornato, la sua vita è cambiata, non è più quella di prima. Il suo sguardo si amplia verso la Terra, il Sole, i Pianeti e tutti gli esseri viventi: scopre tutto quanto gli sta intorno, che non conosceva perché racchiuso nella sua morbida e rassicurante buccia. Queste novità lo sorprendono e lo incitano a proseguire.

Osservando la bellezza che ci circonda e ascoltando il nostro cuore, la nostra fame d’amore si placa perché dentro di noi cresce il seme di una nuova vita, il seme della vita adulta.

“Dentro di te c’è la stessa fragranza delle stelle più lontane, dentro di te c’è l’amore

Sem piantato per terra, sente che in lui vive l’amore e, mentre mette radici, si sente già cambiato, si sente morire e rinascere: Sem non è più un piccolo seme ma il germoglio di una nuova pianta.

Come cita Robin Norwood nel libro “Donne che amano troppo”:

“Finché non ci assumiamo la responsabilità della nostra vita e della nostra felicità, non siamo esseri umani pienamente maturi, ma restiamo delle bambine dipendenti e spaventate in un corpo da adulte”.

Il nostro seme interiore non muore mai: sta a noi cercare di innaffiarlo con cura, comprendendo come farlo germogliare e crescere ogni giorno. E la dipendente affettiva sa bene quanto bisogno abbia di innaffiare quel seme!

Prosegui la comprensione con la proposta di attività! Utilizza la storia di Sem per aiutarti as ascoltati e tirare fuori il coraggio per crescere interiormente. Clicca in basso per aiutarti ad ascoltare i tuoi bisogni!

Per ascoltare il tuo bisogno e ciò che ti fa stare bene, gioca con Sem, il piccolo seme.

Passo 1: Immagina di essere un piccolo seme

Chiudi gli occhi e immagina di essere un piccolo seme di mandarino. Sei dentro il tuo frutto. Come è il tuo frutto? Di che colore? È morbido? È ruvido? Senti calore o freddo? Cosa provi?

Passo 2: Sentire la propria zona di confort

La buccia ti avvolge e ti protegge. Come ti senti lì dentro? Sei confortato? Provi impazienza? Quanto tempo vorresti restare nella tua buccia?

Passo 3: Attraversa la fessura nella buccia

A un certo punto trovi una fessura nella buccia. La attraversi ed entri in un posto nuovo. Dove sei?
Osserva tutti i particolari di questo luogo, attiva i sensi. Cosa tocchi? Cosa vedi? Puoi assaggiare qualcosa? Che emozioni provi?

Proseguendo poi nel tuo viaggio, ti senti trasportato da un dolce vento che ti appoggia su qualcosa. È marrone: è la terra! Quali sensazioni ti attraversano? Che consistenza ha la terra?

Provi amore e gratitudine per questa esperienza?

Passo 4: Comincia a germogliare!

Poi cominci a vedere che qualcosa si muove: dal tuo corpo escono radici che sprofondano nella terra, prima sono sottili e leggere poi diventano sempre più forti, sempre più forti. Ora sei ben ancorato. Non sei più un piccolo seme, ma sei il germoglio forte di una nuova pianta.

Che pianta sei? In quale parte del mondo vivi? Quali piante ti sono vicine? Cosa c’è intorno a te?

Registra tutte le sensazioni positive che provi.

Passo 5: Scrivi i disegna!

Ora, piano piano, puoi riaprire gli occhi e scrivere o disegnare ciò che ti ha lasciato questo gioco di visualizzazione. In ogni momento potrai tornare a quelle sensazioni.

Ricorda: sei un germoglio speciale e unico!

Chiara Manzini: Curatrice della sezione "Educazione all'amore sano" Lavora nell'ambito delle risorse umane. Scrittrice e lettrice, cura progetti e laboratori creativi per ragazzi e adulti. Vive in provincia di Modena ed è felicemente mamma di due ragazzi adolescenti, che sono per lei fonte di grande ispirazione e quotidiano apprendimento.
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