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Arte e Terapia Terapia

Riconoscere l’Amore Maturo per “scegliere” di amare

9 marzo 2018

Riconoscere l’Amore Maturo per “scegliere” di amare

Introduzione

Nel suo ultimo articolo, Maria Chiara Gritti racconta come, al termine di una relazione, l’atteggiamento di “rifiuto” di una nuova relazione, mosso dalla paura, sia assolutamente fisiologico, soprattutto se la relazione ha causato la perdita dell’autostima e della fiducia in se stessi.

Evitamento, tendenza a fare “diagnosi”, sfiducia, infatti, sono difese e se una difesa esiste, è perché serve. A che cosa?

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In questo articolo esploreremo le potenzialità di questa fase di “ritiro”, al termine di una relazione, a partire da una possibile definizione di “Amore”, indagando come questo periodo più o meno lungo possa portare ad una fioritura di un amore più sano e maturo, capace nuovamente di arricchire la nostra esistenza.
Infatti, questo momento di “chiusura” può rivelarsi un’opportunità per ascoltare se stessi e i propri bisogni: per ri-trovare l’Amor Proprio.

La relazione basata sul Bisogno

Spesso, la persona con problematiche di Dipendenza Affettiva che intraprende il percorso di ascolto e conoscenza di sé seguendo le tracce dell’Amor Proprio, esce da una relazione basata sul Bisogno: proprio come “La Principessa che aveva fame d’Amore“, ha confuso il sogno d’Amore con il Bisogno d’Amore ed è andata alla ricerca di un principe “perfetto”, che “la completasse”, che le potesse donare amore eterno in cambio di immenso sacrificio, che potesse saziare la sua fame. La principessa, e il suo Vuoto, hanno bisogno di un principe.

La dipendenza si colloca nella dimensione del bisogno, in quanto si percepisce una mancanza intollerabile. Proprio come il bambino appena nato ha bisogno della mamma, la principessa vuole fondersi con il principe annullando la propria integrità.

Tuttavia il bisogno, in età adulta, è il contrario dell’amore: il bisogno è guidato dalla paura.

Arabella era in realtà affamata di un “Amore simbiotico”, e in questa condizione non aveva la capacità di scegliere un “Amore maturo”.

Ma come distinguere un “Amore maturo” da un “Amore simbiotico”?

Come non ripetere gli stessi “schemi”? Come non ricadere nei “vecchi meccanismi”?

È proprio questa l’occasione che ci dà la fine di una relazione.

  • L’occasione di ascoltare le proprie emozioni.
  • L’occasione di comprendere il proprio vissuto.
  • L’occasione di prendere coscienza della propria Forma.
  • L’occasione di tras-formare il Bisogno in Desiderio.
  • L’occasione di dare Forma a una nuova realtà.
  • L’occasione, infine, di Scegliere un “Amore Maturo”.

È proprio su ciò che si basa un “Amore Maturo”: su una “scelta”.
Se è vero che “i sogni son desideri”, e i desideri sono “tensioni verso qualcosa”, si distinguono dal bisogno poiché sono dilazionabili nel tempo.

“Darci tempo” equivale a “darci spazio”.

Darsi, a sé stessi e all’altro, il tempo e lo spazio dell’ascolto e della conoscenza reciproca, attraverso i quali si riconosce l’esistenza di due individualità ben distinte, preservandone l’integrità attraverso il “Rispetto”: la ricerca dell’etimologia (dal lat. Respicere = “guardare indietro”) ci accompagna in quel momento di sosta e di riflessione durante un cammino, un cambio di visuale e di pensiero. Apertura di sguardo, cambio di prospettiva, riflessione: questo è il Rispetto dell’individualità dell’altro.

A partire da ciò, nell’“Amore maturo”, si sviluppa il desiderio di una crescita autonoma dell’altro individuo, che non ha nulla a che vedere con le proprie aspirazioni e i propri desideri: per tale motivo, un ingrediente fondamentale è quello della “libertà”.

L’amore infantile segue il principio “Amo perché sono amato”.
L’amore maturo segue il principio “Sono amato perché amo”.
L’amore immaturo dice “Ti amo perché ho bisogno di te”.
L’amore maturo dice “Ho bisogno di te perché ti amo”
-Erich Fromm-

Continua la lettura dell’articolo e scopri come la Danzaterapia Clinica può essere un valido strumento per acquisire nuove modalità di movimento che preparano alla maggiore ricezione di nuovi stimoli, soprattutto in un momento di “chiusura alla relazione”.

Curatrice della sezione: "Arte e Terapia" Architetto, danzatrice, danzaterapeuta in formazione. Studia danza fin da piccola, in età adulta approfondisce lo studio del corpo “in scena” tramite il teatro e il teatrodanza. Da sempre interessata alla psicologia, si forma come Danzaterapeuta presso la scuola “Lyceum” a Milano frequentando il corso di formazione in Danzaterapia Clinica. Conduce percorsi di Danza Creativa per bambini e percorsi di Danzaterapia Clinica per la disabilità e per adulti. Applica la Danzaterapia Clinica in eventi e seminari riguardanti temi specifici.



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