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Arte e Terapia

L’amore non è sofferenza ma il “privilegio di una presenza”

11 settembre 2018

L’amore non è sofferenza ma il “privilegio di una presenza”

Ricordo come fosse ieri quell’incontro di gruppo, un incontro come molti altri durante il quale una delle mie “Donne che mano troppo” sentì il desiderio di leggere uno stralcio di articolo trovato sul Corriere della Sera nel quale l’autrice provava a dipingere la sua visione dell’amore vero.

Ascoltai la lettura di quel trafiletto senza proferire parola, sforzandomi di trattenere l’emozione che mi pervadeva nell’udire una descrizione tanto struggente e autentica sull’amore.

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In poche righe si condensavano i pensieri più profondi sull’amore che avessi mai udito.

Quelle parole sono rimaste scolpite dentro di me e ancora oggi le racconto quando nei miei percorsi sulla Dipendenza Affettiva, incontro persone che mi domandano che cosa significhi amare realmente qualcuno.

L’amore (imperfetto) di ogni giorno

Ciascuno desidera vivere la propria vita come un romanzo, in un perenne stato nascente, d’innamoramento che non si consuma. Si può fare, a patto di mentire molto bene, di sapertela magistralmente raccontare: questa illusione di essere in due anziché tu con la tua fantasia.

L’amore non è mancanza che genera sogni, ma il «privilegio della presenza» di cui parla Wislawa Szymborska in una poesia difficile, straziante, perché dice della solitudine immane dopo la morte del suo compagno, vissuta di fronte a una primavera che ritorna.

L’amore mortale non è un inizio che si rinnova a ogni passo, e non si dissolve nel desiderio di una perfezione. Credo abbia piuttosto la consistenza dei giorni che passano, e non tema il sentimento di una fine, laggiù da qualche parte.

È questa assenza cruda incisa dentro le cose, questo limite inaccettabile del tempo, che fa da contraltare all’atto di presenza quotidiano che per me è la forma reale dell’amore.

Una presenza appassionata, difettosa, faticosa, che non abbiamo mai finito di imparare. Di fronte alla quale non valgono pose né strategie. Con cui abbiamo diviso le cose che non fanno clamore, quelle che non si possono dire. Non perché ne avessimo bisogno. Ma perché a un certo punto, dopo molte titubanze, ne abbiamo trovato il coraggio.

L’amore, per come lo vedo adesso, è il contrario di tutte le menzogne che ci diciamo per raccontarci la vita che non stiamo vivendo. Non è crudele, non dura una sola stagione, non si esibisce e non si trucca. L’amore è esattamente, nel tuo volto preciso, nei tuoi modi imperfetti di fare, il tempo che forse non ci darà ragione, ma che abbiamo deciso di vivere insieme.

Silvia Avallone

Le parole dell’estratto sopra citato ci riportano alla dimesione reale dell’amore, imperfetto appunto, ben lontano dalla visione idealizzata, illusoria e salvifica della dipendente affettiva.

L’amore inteso come atto di presenza quotidiano che non si lascia condizionare dal timore della fine e dell’abbandono come accade nelle relazioni nella quali chiediamo all’altro di riempire tutti i nostri vuoti e di guarire tutte le nostre paure.

Un amore che non è crudele ma si alimenta di autenticità e di accettazione dei limiti propri e altrui.
Un amore che richiede una presenza appassionata, faticosa , coraggiosa che non nasce dal bisogno di placare le angosce ma dal desiderio di condividere un percorso di vita insieme.

Un amore che non pretende di possedere e annullare l’altro ma che concepisce la sua presenza come un privilegio.

Con questo splendido brano desidero trasmettere l’importanza di un lavoro terapeutico che contribuisca ad “abbattere” concezioni distorte e aspettative irrelistiche sull’amore spesso alla base dei disagi relazionali come la Dipendenza Affettiva.

A questo link è disponibile l’articolo completo. Buona lettura!


Psicologa e psicoterapeuta a Bergamo, esperta nel trattamento della dipendenza affettiva, da anni conduce gruppi terapeutici sulla love addiction. Ideatrice di un percorso di guarigione innovativo sulla dipendenza amorosa, tiene corsi di formazione rivolti a psicologi per diffondere l'applicazione del suo metodo di intervento. www.psicologobergamo.com



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