Il blog dedicato alla dipendenza affettiva

Favole e Amore

Un innaffiatoio non sapeva cos’è l’amore

30 agosto 2018

Un innaffiatoio non sapeva cos’è l’amore

Tratto dall’albo illustrato “Nove storie sull’amore” di Giovanna Zoboli e Ana Ventura (Topipittori), questo breve racconto ci riporta al significato dell’amore incondizionato. Quando amiamo in modo “sano” non ci poniamo troppe domande e pensieri: semplicemente doniamo il meglio di noi. Il resto verrà da sé!!

Buona lettura!

Un innaffiatoio non sapeva cos’è l’amore

Era un bravo innaffiatoio rispettato da tutti, con un bel becco lungo. Non voleva scontentare nessuno.

A tutte le piante dei vasi dava la stessa quantità d’acqua. Nessuno poteva rimproverargli niente, perché faceva il suo lavoro con cura.

Un giorno, vide un’erbetta che cresceva tra le pietre. Era tanto delicata che si piegava solo a guardarla. I fiori erano piccoli, che se non ci si faceva attenzione sarebbero sembrati proprio niente. Ma da vicino erano come un tappeto brillante di stelle.

L’innaffiatoio si sentì strano.

Gli venne in mente la notte, e sospirò. Gli venne in mente il giorno, ed ebbe paura.

Voleva dar da bere alla piantina, ma temeva che l’acqua fosse troppa o troppo poca.

Passò di lì una mosca esperta di sentimenti, si posò sul muro e disse:

“Ecco, l’amore è quando non pensiamo di sapere già quello di cui un altro ha bisogno”.


Curatrice della sezione "Educazione all'amore sano" Lavora nell'ambito delle risorse umane. Scrittrice e lettrice, cura progetti e laboratori creativi per ragazzi e adulti. Vive in provincia di Modena ed è felicemente mamma di due ragazzi adolescenti, che sono per lei fonte di grande ispirazione e quotidiano apprendimento.



2 commenti
  1. ugo

    non riesco a non rileggerla. mi bastano le dita di una mano per contare le persone delle quali non ho idea di cosa possano aver bisogno. e rimane molto spazio. non ci avevo fatto caso.

    • Chiara Manzini

      Ciao Ugo. A mio avviso è solo "dallo spazio" che può nascere qualcosa di buono per noi stessi. A chi soffre di dipendenza affettiva lo spazio fa paura, è un terreno sconosciuto e inesplorato. Ma un passo alla volta, giorno dopo giorno, non occupandoci più dei bisogni degli altri ma dei nostri, può diventare un prezioso alleato verso un cammino di rinascita. Basta solo vincere la paura e sperimentare!

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