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Le fatiche di Ercole: scoprire la propria anima è la vera Forza

Nel mito da sempre associato alla Forza, Ercole – in greco Eracle – nasce da Alcmena, una donna mortale, e da Zeus, padre di tutti gli dei. Quando Era, moglie di Zeus lo scopre, gelosissima, desidera ucciderlo; la madre, per difenderlo dall’ira della dea, lo abbandona in un campo.

La dea Era lo trova, allevandolo come un figlio, salvo poi scoprire la sua vera identità, e da lì in poi attenterà alla sua vita con numerose prove che lui, dotato di forza e coraggio, supererà sempre.

Le più note, come sappiamo, sono le 12 fatiche di Ercole.

Ma cosa sono realmente queste “fatiche”?

Eracle è figlio di una donna mortale e di un dio, simbolicamente è dunque il frutto dell’incontro tra la materia e lo spirito; nei miti questo ci racconta di un essere umano che ha in sé una scintilla divina. Il suo nome, Eracle, significa letteralmente “gloria di Era”, come a dire che sarà destinato a onorare questa parte femminile che giace in lui.

Ciascuno di noi ha, dentro di sé, una parte Maschile e una parte Femminile: compito di ciascuno, nella propria crescita e maturazione, è quello di conoscere queste due parti, integrarle, fare in modo che siano ben accordate dentro di sé.

E se è vero che il Femminile è il nostro mondo interiore, in qualche modo il nostro mondo più nascosto, e il Maschile è ciò che agisce, porta fuori, che rende manifesto, allora la storia di Ercole/Eracle ci rivela delle istruzioni importanti sulla nostra vita interiore.

Come una mappa, ci insegna che per giungere al nostro Femminile Interiore (gloria ad Era), per conoscere la nostra anima, è necessario compiere un viaggio, superare degli “ostacoli” (le 12 fatiche, appunto), che mano a mano ci porteranno a conoscerci sempre di più, a essere individui sempre più integri e consapevoli. 

Ecco dunque svelato il perché il mito di Ercole viene da sempre associato alla Forza, perché la vera forza risiede metaforicamente in tutte quelle prove che ci portano a scoprire la nostra anima: scoprirla come un tesoro nascosto, scoprirla come per toglierle dei veli che la nascondono, e finalmente mostrarla.

Ercole e gli uomini

Se è vero dunque che il mito di Ercole dà a uomini e donne una mappa per entrare nel proprio mondo interiore, come si traduce questo per gli uomini?

Amalia Prunotto, psicologa e psicoterapeuta che da tempo si occupa dell’ambito delle relazioni, ha utilizzato il mito di Ercole per approfondire il tema delle fatiche negli uomini nel mondo di oggi:

“Anche gli uomini soffrono? (…) Stiamo vivendo un tempo dove mai forse come prima l’identità, il ruolo, la potenza del maschio, sia così fortemente messa in discussione, in ogni ambito, scalzata dalla perdita di assetti del modello patriarcale e dalle trasformazionidella società. (…) il mondo degli affetti e delle relazioni ha acquistato sapori di libertà e di ricchezza impensabili solo alcuni decenni fa (…) ma nel contempo lo ha proiettato in un mondo incerto, dove la necessità di riconoscere e confrontarsi con il proprio mondo emozionale appare nuova e disorientante. Anche agli uomini ora viene richiesto di interrogarsi e definirsi verso nuovi passaggi identitari, attraverso l’esplorazione di processi e di dinamiche da sempre associate al mondo femminile, e per questo scalzate, fuggite, negate, svalutate in un estremo e, spesso, doloroso percorso di differenziazione e di affermazione di sé”

Tratto da “Le 12 ferite di Ercole” in Amori 4.0 – Viaggio nel mondo delle relazioni – Ed. Alpes

Da queste osservazioni è nato il progetto “Le Ferite di Ercole”: un osservatorio, un contenitore variegato di laboratori, seminari, gruppi di auto mutuo aiuto, che ha visto crescere nel tempo la rete di collaborazioni, con il coinvolgimento di professionisti diversi che si occupano di relazioni e delle ferite degli uomini.

Ercole ci accompagna con la sua energia e con la sua forza, mostrandoci che l’unico modo per arrivare a sé è quello di accettare di entrare nel proprio mondo interiore, sapendo che il tesoro che siamo destinati a trovare vale ben più di quelle famose 12 fatiche!

È solo “scoprendo la propria anima” che l’uomo – e la donna con lui – può ritrovare se stesso nella propria integrità, nella propria vera forza.


Curatrice della Sezione: "Arte e terapia". Arteterapeuta, facilitatrice di SoulCollage®, artista. Diplomata in Arteterapia al Centro della formazione nelle Artiterapie di Lecco, con conseguente master in Formazione avanzata in Arteterapia clinica ad Art Therapy. Conduco percorsi di Arteterapia per adulti, in diversi ambiti. Sono facilitatrice di SoulCollage®, metodo creativo che utilizzo in un approccio integrato per sostenere le persone nella loro ricerca della propria voce interiore. Curiosa di tutto ciò che è “processo creativo”, credo fermamente che la Natura sia la nostra prima maestra di vita, e che da essa possiamo trarre tutti gli addestramenti utili per le nostre personali trasformazioni. Per informazioni beatrice.trentanove@gmail.com


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