Il blog dedicato alla dipendenza affettiva

Educazione all'Amore Sano

L’attaccamento sicuro: la base per l’amore sano

Come abbiamo già visto nel precedente articolo “Imparare ad amare in modo sano da bambini”, il modo in cui la mamma si prende cura del suo bambino nei primi 12- 18 mesi di vita gli trasmetterà il senso di quanto vale e cosa aspettarsi dal mondo.

L’attaccamento è un sistema che si attiva nei momenti di difficoltà o paura. Quando il bambino cade, si fa male o si spaventa la reazione innata lo indurrà a ricercare la presenza della sua figura di accudimento vissuta come capace di dare protezione. Nei neonati la richiesta di vicinanza si esprime attraverso il pianto, nei bimbi più grandicelli in grado di spostarsi autonomamente si esprimerà con una ricerca più attiva.
Questo meccanismo è a base innata, ovvero si attiva in tutti i neonati. La differenza nei futuri comportamenti la farà la reazione del genitore alle richieste di vicinanza del figlio.

Una base sicura

“La madre è sensibile se è capace di assumere la prospettiva del suo bambino. È sintonizzata sui segnali del bambino, li interpreta correttamente e risponde a essi prontamente e appropriatamente. Anche se dà quasi sempre al bambino ciò che egli sembra volere, quando ciò non è possibile è attenta a riconoscere i suoi segnali e a offrirgli un’alternativa accettabile. Cerca inoltre di coordinare temporalmente le sue risposte ai segnali e alle comunicazioni del bambino” (Ainsworth e Bell, 1970, p. 218).

Per garantire la strutturazione di un attaccamento sicuro, nella maggioranza dei casi, quando il bambino piange o richiama la madre, ella risponderà positivamente prendendolo in braccio, consolandolo e rassicurandolo e dando quel conforto di cui egli necessita. Il piccolo interiorizzerà l’immagine di sé come degno di amore, della madre come prevedibile e del mondo come di un posto sicuro.
Ho specificato “nella maggioranza dei casi” perché è impossibile rispondere in modo sempre preciso e positivo alle richieste di un bambino. In alcuni casi sarà necessario attuare comportamenti alternativi, l’importante è che vengano riconosciuti i suoi segnali di richiesta.

La separazione senza ansia

Una delle situazioni che mettono più alla prova il sistema di attaccamento del bambino sono quelle di separazione dalle figure di accudimento: un classico è la mamma che torna al lavoro e lo lascia con la babysitter oppure al nido. Ma bastano anche separazioni più lievi come qualche ora con i nonni perché la mamma va a fare la spesa.

La reazione del bambino con attaccamento sicuro sarà di protesta alla separazione espressa con pianti di tristezza e rabbia ma al momento di ricongiungimento esprimerà sentimenti positivi di gioia e soddisfazione nello sperimentare che la mamma torna da lui. Inoltre durante l’assenza del genitore si lascerà calmare e distrarre facilmente concentrandosi su attività piacevoli. Pian piano imparerà che la separazione è momentanea e non un abbandono e si può sopravvivere ad essa, per cui non sarà legata a sentimenti di ansia e disperazione.

Questo gli permetterà nel tempo di creare un senso si sé stabile, positivo, gettando le basi per una buona autostima.
Imparerà che i suoi bisogni sono importanti e riconosciuti come tali dalle figure di accudimento.
Imparerà a chiedere aiuto e a sua volta sarà in grado di dare supporto e conforto.

“Questa è la caratteristica più importante di essere genitori: fornire una base sicura da cui un bambino o un adolescente possa partire per affacciarsi nel mondo esterno ed a cui possa ritornare sapendo per certo che sarà il benvenuto, nutrito sul piano fisico ed emotivo, confortato se triste, rassicurato se spaventato”.John Bowlby

Un genitore che si pone come base sicura a cui tornare nei momenti di difficoltà insegna al figlio una sana modalità di amare e gli permetterà in futuro di essere in grado di relazionarsi agli altri in modo empatico e in un futuro più lontano creare una relazione di coppia basata su ascolto e comprensione. Inoltre l’aver appreso che si può sopravvivere alla separazione lo aiuterà da adulto a gestire in modo più sano ed equilibrato le situazioni di lontananza dal partner (situazione molto angosciante per le dipendenti affettive).
Le prime relazioni sperimentate dal bambino sono quelle che danno forma alla sua modalità di relazionarsi con il mondo.

Il tuo bambino ha un attaccamento sicuro?

  • Quando lo lasci con i nonni o all’asilo nido piange e protesta vigorosamente?
  • Chi si occupa di lui durante la tua assenza riesce a consolarlo in un tempo ragionevolmente breve e abbastanza facilmente?
  • Quando torni a casa o a prenderlo solitamente ti corre incontro sorridendo?
  • Quando si fa male cerca conforto dall’adulto di riferimento presente e si calma facilmente se coccolato e abbracciato o se viene fatta qualche azione “curativa” (bacino sulla bua)?

Se hai risposto “si” a queste domande allora molto probabilmente il tuo bambino ha un attaccamento sicuro!! Avanti così!


Dott.ssa Federica Citterio. È particolarmente appassionata e dedita al trattamento terapeutico di genitori, in particolare mamme, che amano troppo. Maggiori informazioni sulla Dott.ssa Citterio su www.psicologamonza.it.


Un commento
  1. Cristina

    Bellissimo blog

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