Il blog dedicato alla dipendenza affettiva

Educazione all'Amore Sano

Empatia: insegnarla ascoltando i nostri figli

14 novembre 2017

Empatia: insegnarla ascoltando i nostri figli

Dopo l’articolo “Imparare ad amare in modo sano fin da bambini”, in cui abbiamo parlato di come prendersi cura in maniera adeguata dei nostri figli insegna già a sviluppare legami sani, ci soffermiamo oggi sulle caratteristiche dell’Amore Sano, e come trasmetterle. In particolare oggi parliamo di Empatia.

Cosa è l’empatia?

“La capacità di immedesimarsi con gli stati d’animo e con i pensieri delle altre persone sulla base dei loro segnali emozionali dell’assunzione della loro prospettiva soggettiva e della condivisione dei loro sentimenti” Bonino 1998

In altre parole è la capacità di capire quale emozione sta provando una persona e condividerne l’esperienza senza però farsene travolgere.

Cosa è l’empatia?

La capacità di essere empatici si acquisisce grazie alle esperienze relazionali, in primis quelle con mamma e papà. È nella relazione con i caregivers che un bambino impara a dare un nome alle emozioni che prova e soprattutto vede riconosciuto il suo sentire.

Facciamo un esempio: “Luigino torna a casa triste perché a scuola dei compagni l’hanno preso in giro.” Le reazioni dei genitori possono essere diverse:

  • ignorare la sua tristezza;
  • banalizzarla scherzandoci su;
  • arrabbiarsi perché non si è difeso;
  • oppure dare voce al turbinio di emozioni che si agitano nel bambino facendogli sentire che capiscono il suo punto di vista.

Una semplice frase come “Luigino vedo che sei triste, capisco che il fatto di essere stato preso in giro ti abbia dato molto dispiacere. Anche io al posto tuo mi sentirei così” fa sperimentare al bambino l’empatia, fa sentire compreso realmente non soltanto come atto consolatorio. Non significa “girare il coltello nella piaga” o “dare troppo peso all’accaduto” o “farlo rimanere male”, significa dare voce ad un’emozione che già Luigino sta sperimentando aiutandolo a comprenderla ed elaborarla.
Solo dopo aver fatto questa parte indispensabile possiamo trovare insieme un modo per non essere più triste.
Tutte le rimostranze che i genitori mi fanno quando spiego loro questo passaggio nascono dalla difficoltà degli adulti, non dei bambini, a gestire le emozioni. Sono persone che fanno fatica con le emozioni negative, proprie ed altrui, sempre, anche quando a provarle sono altri adulti.

Empatia per un amore sano

“Vedere con gli occhi di un altro, ascoltare con le orecchie di un altro, e sentire con il cuore di un altro.” (Alfred Adler)

Soprattutto per i genitori questa è una grande conquista; siamo più portati a trovare strategie per risolvere i problemi piuttosto che davvero capire il punto di vista dei nostri figli, anche dei capricci.
L’empatia è anche rispetto. Rispetto per i sentimenti altrui e nostri; ed un bambino che sa che i suoi genitori rispettano il suo sentire, anche quando non lo condividono, crescerà libero ed autonomo e sarà un adulto in grado di rispettare sé stesso e l’altro in una relazione di coppia senza lasciarsi annientare né pretendere che l’altro si adegui alle sue aspettative.

“Capisco che sei arrabbiato perché vuoi il cioccolato prima di cena, ma comunque non puoi averlo.”
Rispettare non significa assecondare!

Empatia, non contagio emotivo

“l’altro resta altro, diverso da me, ma io lo incontro sul suo terreno che resta suo, non viene ad appartenermi solo perché lì l’ho incontrato” (Cerri Musso)

Essere empatici ci permette di comprendere emotivamente e cognitivamente l’altro senza venire travolto dalle sue emozioni, senza diventare l’altro. Ci possiamo sinceramente dispiacere per qualcuno senza essere travolti dal suo dolore.
Bisogna, però, innanzitutto essere capaci di stare con noi nel nostro dolore, bisogna prima di tutto essere empatici con noi stessi.

“Quando lui sta male io sto male. Se lo vedo triste io devo fare qualcosa per tirarlo su di morale perché la sua tristezza è come un pugno nella pancia che mi fa smettere di respirare” (Maria parlando del compagno)

Sapersi mettere nei panni degli altri continuando però ad essere sé stessi senza farsi travolgere permette di instaurare legami di amore sano. L’empatia permette di entrare in relazione autentica senza dimenticare sé stessi, solo così l’amore è reciprocità ed ascolto.


Dott.ssa Federica Citterio. È particolarmente appassionata e dedita al trattamento terapeutico di genitori, in particolare mamme, che amano troppo. Maggiori informazioni sulla Dott.ssa Citterio su www.psicologamonza.it.



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.