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Dipendenza Affettiva Terapia

Liberasi da ciò che fa male: creare spazi da valorizzare

16 maggio 2018

Liberasi da ciò che fa male: creare spazi da valorizzare

Introduzione

Mi riempivo di qualsiasi cosa pur di non lasciare spazi vuoti. Mantenevo amicizie che non mi piacevano, programmavo in continuazione attività, mi oberavo di lavoro… pensavo che questo significasse vivere pienamente.
Ora mi rendo conto che vivere bene significa “scegliere” di tenere nella propria vita solo ciò che mi fa star bene,…
Arianna, “ex” dipendente affettiva

La testimonianza di Arianna introduce ad un tema molto importante per chi soffre di Dipendenza Affettiva ovvero la tendenza a “tenere” nella propria vita amori, amicizie, lavori, situazioni tossici senza interrogarsi su quali effetti negativi possa comportare la presenza di questi elementi nella propria esistenza.

Ciò che conta è riempire, occupare tempo e spazio per evitare di pensare e di entrare in contatto con se stessi.

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Il dipendente affettivo sente di avere dentro di sé una voragine di dolore e si illude di tenere a bada questo mondo emotivo mettendo dei “tappi” che impedisco la fuoriuscita delle paure.

Uno dei passaggi fondamentali della psicoterapia consiste nell’aiutare il dipendente a gestire le proprie angosce in modo più funzionale portandolo a “fare pulizia di tutto ciò che fa male e occupa spazio prezioso”.

Questo delicato passaggio si realizza in tre step.

Step 1: La creazione di spazi vuoti come condizione necessaria per “muoversi” nella vita.

Il dipendente affettivo è così impegnato nel colmare i propri vuoti da non percepire quanto siano preziosi gli spazi liberi.

Per agevolare la comprensione di questo concetto chiedo ai miei pazienti di chiudere gli occhi e immaginare di trovarsi in una stanza vuota e di pensare che quella stanza rappresenti la propria vita (lo spazio vitale).

Proseguo spingendoli ad immaginare come potrebbero vivere se quello spazio fosse pienissimo di mobili, oggetti e suppellettili alcuni dei quali completamente inutile.

Tutti rispondono che vivrebbero malissimo, si sentirebbero soffocati, mancherebbe lo spazio per muoversi.
Lo stesso accade nella nostra vita di tutti i giorni.

Se la riempiamo di attività, persone, situazioni inutile per la nostra crescita o addirittura nocive, mancherà lo spazio per poter godere e valorizzare le cose belle e veramente necessarie per il nostro benessere.

Prosegui con la lettura dell’articolo per conoscere i prossimi 2 step necessari a gestire meglio i nostri spazi emotivi e dare valore a ciò che veramente ci fa stare bene! Clicca in basso e continua la lettura!

Psicologa e psicoterapeuta a Bergamo, esperta nel trattamento della dipendenza affettiva, da anni conduce gruppi terapeutici sulla love addiction. Ideatrice di un percorso di guarigione innovativo sulla dipendenza amorosa, tiene corsi di formazione rivolti a psicologi per diffondere l'applicazione del suo metodo di intervento. www.psicologobergamo.com



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