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Arte e Terapia Terapia

Il valore delle pause: ritrovare il tempo per sé

6 giugno 2018

Il valore delle pause: ritrovare il tempo per sé

Nei precedenti articoli abbiamo introdotto un tema importante per la Dipendenza Affettiva: quello del “darsi spazio”.
Connesso alla difficoltà del “darsi spazio”, c’è spesso la difficoltà di “darsi tempo”, altro aspetto importante per la propria crescita personale, che permette di raccogliersi, ascoltarsi, rigenerarsi, ri-crearsi e infine di relazionarsi agli altri in modo autentico.

In questo articolo approfondirò questa possibilità, specificando le motivazioni per cui è importante concedere del tempo a se stessi e fornendo poi possibili modalità con cui intervenire, anche attraverso la Danzaterapia Clinica.

L’arte del continuo occupare il tempo

Complici le trasformazioni culturali di una società in rapida evoluzione, la vita di ciascuno sembra essere sempre più frenetica e tumultuosa, piena di impegni invadenti che si incastrano l’un l’altro e che non lasciano lo spazio e il tempo per sè. Questa problematica, oggettivamente presente, può però sovrapporsi ad una difficoltà, talvolta più nascosta, della persona: quella di riuscire a rallentare o fermarsi.

Il movimento incessante e frenetico, il continuo “indaffararsi” può, in tal senso, essere una “fuga” della persona da sé, dalle proprie sensazioni, dai propri vuoti non accuditi.
Questa modalità fisica può corrispondere, a livello psichico, alla presenza di continui pensieri, ragionamenti, paure, che sono avvertiti come un problema o una difficoltà, ma dai quali non sembra possibile liberarsi.

Questa modalità, che sembra inevitabile, può nascondere invece una volontà, anche inconscia, di celare a se stessi dei contenuti per tenerli lontano da sé, per non “sentire” i propri vuoti riempiendoli di qualsiasi cosa, anche superflua.

Il sottoporsi a continui stimoli esterni, infatti, permette di evitare la “sensazione di vuoto” e di continuare invece a “sentirsi vivi” attraverso il “fare”. Il timore, nascosto dal continuo movimento, è in realtà quello di stare soli con se stessi, di “sentire”. Questo atteggiamento, tuttavia, rischia di causare dei blocchi o dei rallentamenti nella propria crescita personale, incrementando le difficoltà e bloccando la creatività, che invece necessita dell’alternanza di “fare” e di “sentire”, di movimento e di ascolto.

Continua a leggere l’articolo per capire l’importanza del darsi del tempo, e come poterlo fare praticamente attraverso gli strumenti offerti dalla Danzaterapia Clinica. Clicca in basso e continua la lettura!

Curatrice della sezione: "Arte e Terapia" Architetto, danzatrice, danzaterapeuta in formazione. Studia danza fin da piccola, in età adulta approfondisce lo studio del corpo “in scena” tramite il teatro e il teatrodanza. Da sempre interessata alla psicologia, si forma come Danzaterapeuta presso la scuola “Lyceum” a Milano frequentando il corso di formazione in Danzaterapia Clinica. Conduce percorsi di Danza Creativa per bambini e percorsi di Danzaterapia Clinica per la disabilità e per adulti. Applica la Danzaterapia Clinica in eventi e seminari riguardanti temi specifici.



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