Il blog dedicato alla dipendenza affettiva

Immagine e Amor Proprio

L’amore per sé stessi non va in saldo

Gennaio è il mese dei saldi, portatori di aspetti di luce e di ombra e in questo articolo vi racconto alcune riflessioni maturate nel corso delle mie esperienze. Acquistiamo per necessità o desiderio (acquisto costruttivo), oppure per colmare malessere, bassa autostima (acquisto compulsivo)? Scopriamolo insieme!

Saldi: l’acquisto costruttivo che fa bene a noi stessi

I saldi si presentano invitanti e promettono felicità, come una pizza con la mozzarella scoppiettante, un uomo che ci invita a danzare, un calice di vino davanti al mare, il rumore di un aereo proiettato al decollo.

Costituiscono l’occasione per gratificarsi, risparmiare senza rinunciare, varcare la porta del negozio prestigioso.

I saldi segnano, nel calendario solare, finanziario ed emotivo, il momento magico in cui investire su sé stesse.

Dopo aver onorato le spese per la casa, rinnovato il guardaroba dei bambini, provveduto alla spesa alimentare, coccolato parenti e amici con un dono, finalmente si diventa attrici protagoniste, indipendenti e libere di sfoltire la wishlist.

I saldi fanno sentire ricche all’improvviso e accomodate alla tavola dell’abbondanza apparecchiata solo per noi.

“I saldi sono microfono per la voce dei desideri”.

Farsi un regalo, scegliere un acquisto, rimirarsi allo specchio e immaginare il sacro momento in cui abito nuovo e scarpe scintillanti verranno indossati, costituiscono pratiche sane per volersi bene, farsi una coccola e dirsi

“Questo è per te e te lo meriti tutto”

Questo è, in sintesi, il battito dei saldi, felicità che passa da un’esperienza di acquisto costruttiva.

Bellissimo, vero?

L’acquisto compulsivo: riempire carrelli e Vuoti Interiori

Il lato d’ombra dei saldi si dischiude quando l’acquisto diviene un’attività compensatoria, attuata per anestetizzare disagio, insoddisfazione, solitudine e per riempire vuoti interiori, quando fanno capolino sensi di colpa, ansia all’idea dello shopping o malessere nella fase post acquisti.

Oltre che per necessità o desiderio, si può acquistare per colmare, per chiudere una ferita ancora aperta, per sentirsi speciali, per riconoscersi un’indipendenza che passa attraverso l’acquisizione o il possesso delle cose o nel tentativo di raggiungere un ideale di perfezione.

Complice il basso prezzo, ci si autorizza a riempire shopper nei negozi, o carrelli virtuali on line, di cose di cui si avverte il bisogno e che, magari, non corrispondono all’espressione di quello che si desidera veramente avere, o, ancora di più, vivere o essere in quel momento lì.

Gli acquisti compulsivi possono, apparentemente, calibrare l’assenza di qualcosa, di qualcuno, di un ideale inarrivabile e dare l’illusione che, colmando la mancanza attraverso le cose, ci si possa sentire complete e tranquille.

Riconoscendosi mancanti di qualcosa di originario per essere perfette, si compra per poterlo diventare.

Le compere fanno rumore, rompono i silenzi assordanti dei vuoti interiori o coprono la voce delle nostre richieste più intime e, invece di ascoltarli, scegliamo di alzare il volume.

Gli acquisti fatti in questa chiave, possono perdere di senso in un battito di ciglia, restano sonnacchiosi o dimenticati negli angoli del guardaroba, fino a incarnare tutta la loro inconsistenza.

Comprare per risollevarsi o estraniarsi da un momento di sofferenza, delusione o infelicità acquistando degli oggetti che non hanno la facoltà di abbandonare, non salva dal senso di vuoto o di smarrimento interiore.

L’acquisto compulsivo: ci sono dentro?

Se vi riconoscete in alcune delle dinamiche sopra descritte, può essere utile, prima o durante lo shopping, seguire alcuni passaggi:

  1. Chiedersi come si sta e cosa spinga in quel momento a comprare, sono semplici quesiti per riportare l’attenzione su voi stesse, restituire consapevolezza e presenza connessa al sentire.
  2. Fare la spesa quando si è affamati, vuoti o nervosi, comporta il rischio di comprare cose che non servono e che probabilmente nemmeno si desidera davvero mangiare. Lo stesso processo si attua nello shopping di abbigliamento. Se vi sentite vuote è più facile comprare a dismisura. Quando vi sentite scariche, svuotate o afflitte da solitudine, rimandate lo shopping a un momento di tranquillità e pace o gratificatevi con una cosa piccola. La sfida è interrogarsi su ciò che si vorrebbe veramente al posto di quella cosa e accogliere quella richiesta con comprensione, dolcezza e compassione.
  3. Ricordarsi che non avete bisogno di sentirvi speciali, perché siete esseri speciali, libera dall’impellenza di sfamare con qualsiasi cosa il bisogno di attenzione e conduce a selezionare solo il meglio per sé (di questo tema ne abbiamo parlato nell’articolo: Il Guardaroba e l’arte di selezionare il meglio per sé).

L’acquisto del senso di colpa: non guadagno quindi non sono

L’assenza di libertà finanziaria è un tema delicato nella vita di molte donne e il lato emotivo della dipendenza economica, spesso, si riflette nel modo in cui viene vissuto lo shopping.

Mi è capitato di accogliere vissuti di donne che, non disponendo di un reddito proprio, provavano un senso di profonda vergogna nel chiedere al partner o ai famigliari i soldi per comprarsi qualcosa. Queste donne si sentivano inferiori, mancanti, mantenute e, in qualche caso, persino capricciose.

Come se il non gestire soldi propri implichi automaticamente l’azzeramento di necessità, richieste e desideri per la propria esistenza.

L’assenza di autosufficienza economica, le portava ad acquistare il meno possibile e solo nei saldi, per dimostrare di poter chiedere poco, fare rinunce continue ed eliminare la colpa di non guadagnare soldi.

In realtà, non disporre di uno stipendio, non significa che non si stia lavorando, producendo o che si sia portatori di una colpa da espiare.

Se vi trovate in questa situazione, è probabile che vi stiate occupando di nutrire qualcun altro, prendendo cura di qualcosa, incanalando energie in necessità della vita e seminando crescita, amore e possibilità di altra natura. Tutto questo ha un valore immenso.

Iniziare a concedersi delle spese e maneggiare attivamente il denaro, aiuta a riconoscere il proprio lavoro, l’importanza del proprio ruolo e a ridimensionare la gabbia del senso di inferiorità in cui si è entrate.

Se, invece, non guadagnate perché avete perso il lavoro, concentratevi a rielaborare il senso di ingiustizia o di perdita che state provando, siate positive e pro-attive nel generare nuove opportunità, senza imporvi di rinunciare a qualcosa per punirvi.

L’acquisto dell’amore in saldo

Anni fa, durante una consulenza di immagine, una cliente mi confidò di vivere i saldi come l’unico momento in cui si concedeva qualcosa.

Mi spiegò che aveva l’abitudine di acquistare per sé solo durante le vendite di fine stagione, una o due volte all’anno, perché affrontava con grande disagio l’idea di concedersi degli sfizi, realizzare un desiderio, ricordarsi di sé stessa o, semplicemente, farsi un regalo.

Anche quando l’acquisto era connesso a esigenze reali e necessarie all’abbigliamento di ogni giorno, sentiva di non meritare un esborso economico e, se proprio vi era costretta, allora sceglieva di farlo nel momento dei saldi, come dire:

“Valgo poco e merito cose a valore ribassato”.

Acquistare solo nei saldi le permetteva di vivere con maggiore libertà e leggerezza un momento emotivamente molto stressante e di manifestare la cosa per lei più difficile in assoluto: l’amore verso sé stessa.

I vostri meriti, talenti e valore non vanno mai al ribasso, al contrario acquisiscono più forza nel tempo, perché ogni giorno siete, esistete e siete amore. Sempre.

Manifestare l’amore verso sé stesse genera più ricchezza… e… non conosce svendite!


Curatrice della sezione: Immagine e Amor Proprio. Consulente di Immagine, Style Coach e Trainer in comunicazione interpersonale, accompagno le persone a inaugurare un’immagine parlante, attraverso la scelta e l’uso di abbigliamento, colori, forme e materiali in accordo con ciò che si è e si desidera comunicare. Profondamente convinta che ogni persona meriti di brillare, alle mie clienti amo dire: “Abbi cura di splendere. Sempre”. www.ecimmagine.com


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.