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Arte e Terapia Dipendenza Affettiva

Il Pezzo Perduto incontra la grande “O”: alla scoperta di sé stessi

Vorrei prendere spunto dal libro Il Pezzo Perduto incontra la grande “O” scritto da Shel Silverstein ed edito da Orecchio Acerbo per parlarvi di come, soltanto imparando a conoscere sé stessi è possibile vivere un grande amore sano, un amore maturo dove è possibile stare bene insieme pur rimanendo due individualità distinte.

Il Pezzo Perduto alla ricerca dell’altra metà della mela

È molto diffusa la credenza che una persona, la donna in particolare, per essere completa debba necessariamente trovare un partner, che si prenda cura di lei e la protegga.
Non importa chi sia, quali scelte abbia fatto nella sua vita, quali studi abbia intrapreso, che lavoro svolga o che livello lavorativo abbia raggiunto, oppure ancora quali siano i suoi bisogni o le sue priorità. Ad un certo punto la donna deve iniziare la ricerca dell’altra metà della sua mela, della sua Anima Gemella.

Lo sa bene piccolo Pezzo Perduto, il protagonista di questo libro che, una volta rimasto solo cominciò ad aspettare…

“Qualcuno che arrivasse e lo portasse chissà dove”

Pezzo Perduto: la fatica di accettare la crescita del partner

Inizia così il viaggio del piccolo pezzo, un lungo viaggio alla ricerca del suo pezzo mancante.

Proprio come le donne che sviluppano una Dipendenza Affettiva, infatti, anche Pezzo Perduto attende che l’amore arrivi da lui per completarlo. E durante il suo percorso…

Qualcuno combaciava… ma non poteva rotolare […] Altri potevano rotolare ma non combaciavano affatto […] Un altro lo pose su un piedistallo… e là lo abbandonò

Deluso dai molti incontri sbagliati e da situazioni molto poco gratificanti, pezzo perduto cominciò a fare di tutto pur di ottenere qualche briciola d’amore e d’affetto…

Cercò di farsi bello ma non servì a niente […] Provò qualcosa di molto vistoso ma riuscì solo a spaventare i più timidi…

Ma ad un tratto, un vero colpo di fortuna! E il piccolo Pezzo trovò finalmente il pezzo a lui complementare, che combaciava alla perfezione.

Insieme vissero davvero momenti felici e sereni ma ahimè questa gioia era destinata a svanire presto e con essa tutte le speranze del Pezzo Perduto perché ad un tratto

Il Pezzo Perduto cominciò a crescere…. e crescere!

Crescendo, il piccolo Pezzo, aveva infranto un patto non scritto. Grande Pezzo non lo voleva più così cresciuto, non era ciò che faceva per lui, ed era ben evidente che così essi non potessero più essere l’uno il complemento dell’altro.

D’altronde Pezzo Perduto non poteva porre rimedio, non crescere per lui avrebbe significato non soddisfare i propri bisogni e quindi non prendersi cura di sé stesso.

Così, Pezzo Perduto, colpevole di essere troppo cresciuto tornò ad essere solo, svuotato ed inerme.

L’importanza di imparare a “rotolare” da soli

Finché un giorno, mentre se ne stava lì fermo, solo soletto, il piccolo Pezzo fece un incontro che gli cambiò prospettiva. Incontrò la grande O.

Un pezzo diverso da tutti quelli incontrati fino a quel momento: a differenza di tutti gli altri pezzi, infatti, la grande O non poteva fare niente per piccolo Pezzo e non poteva dargli niente.

Disse il pezzo perduto “Forse io sono il TUO pezzo perduto” 

“Ma io non ho perduto nessun pezzo” Disse la Grande O “Non puoi combaciare con me in nessun modo

Tuttavia, il pezzo perduto sentiva che forse era proprio la grande O il pezzo che stava aspettando da tanto tempo, e gli sarebbe piaciuto molto stare con lui. Così insistette

“Avrei potuto rotolare con te” Disse il Pezzo Perduto

“Tu non puoi rotolare con me…ma forse puoi rotolare da solo” Ribattè la Grande O

“Ma sono tutto spigoli…non sono fatto per rotolare” Constatò il Pezzo Perduto

“Gli spigoli si smussano e le forme cambiano” Spiegò la Grande O

Fu proprio allora che nel piccolo Pezzo Perduto cominciò a farsi strada la consapevolezza che, forse, anche se minuto avrebbe potuto cavarsela da solo, con il solo ausilio delle sue forze e della sua determinazione.

Così, determinato come non mai, raccolse tutto il coraggio che aveva e tra una prova ed una caduta, scavando dentro Sé stesso, piccolo pezzo trovò la forza e la motivazione per cambiare forma, per essere finalmente ciò che aveva sempre desiderato.

“Non aveva idea di dove andava e non gli importava… ROTOLAVA!”

Successivamente rotolando, sereno ed appagato, il piccolo pezzo si imbattè ancora nella Grande O. Ma questa volta fu pronto per rotolare insieme a lei… mano nella mano.

Volersi bene è un atto di coraggio

Finisce così questo capolavoro, che più che un libro è una vera e propria ode a se stessi.
Questo libro così semplice in realtà ci insegna una grande verità: nessuna persona si deve assumere la responsabilità di completare quello che ci manca.
Le relazioni sono un occasione di crescita che non possono sostituire l’importanza di coltivare noi stessi e la nostra identità.

Il bisogno di affetto, sostegno, appoggio e calore non vanno confuse con la ricerca di qualcuno che ci salvi dalle nostre fatiche e dai nostri vuoto interiori.

La grande O non “illude” il pezzo perduto di completarlo di ciò che gli manca ma lo invita a crescere, trasformarsi, evolversi nella sua forma che non gli consente di muoversi liberamente ed in autonomia.

Solo quando avremo imparato a “rotolare” da soli saremo abbastanza maturi per stabilire una profonda e reciproca relazione amorosa.


Psicologa e Psicoterapeuta Sistemico Relazionale (Scuola Mara Selvini Palazzoli di Milano), da anni esercito la libera professione, con particolare attenzione ed interesse alla dimensione relazionale di coppia ed alle sue dinamiche affettive ed emotive. All'interno di Dipendiamo - Centro per la cura delle New Addiction, sono la referente per la Dipendenza Affettiva, Dipendenza Sessuale e del Lavoro. Promotrice di interventi di formazione / informazione in cui utilizza diverse tecniche derivate dalle Artiterapie, tra cui il “Metodo Caviardage”.


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