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Dipendenza da Internet e Social

Romance Scam: Truffe Romantiche

Trappole d’Amore Tecnologiche

“Qualcuno che non ha né faccia né nome si è preso gioco di me, dei miei sentimenti puri e autentici, della mia ingenuità, della mia voglia antica di essere amata, del mio patetico bisogno di una carezza, anche piccola, che non sia di compassione. Qualcuno ha messo il sale sulle mie ferite di bambina, sulla mancanza di affetto, sull’assenza di parole d’amore”. Caterina (Trappole d’Amore, F. Sciarelli)

Caterina è una delle tante donne vittime di queste frodi on line a sfondo sentimentale. 

Per questo suo amore ha chiesto un prestito alla banca di 11 mila euro, ma i truffatori non le hanno portato via solo i soldi: si è lasciata morire, in silenzio, dentro la sua abitazione alla periferia di Milano, sola, con la possibilità di chiedere aiuto se solo avesse voluto.

Una domanda sorge spontanea: come è possibile arrivare a questo? Lasciarsi morire per un amore vissuto solo virtualmente?

Certamente una risposta facile non esiste, ma passa in radio il nuovo singolo dei Negramaro, dal titolo illuminante: “Contatto”; in una strofa il cantante sferra una verità cruda:

“l’amore per farsi ha bisogno di pelle e nient’altro”

ma poi continua e si apre un altro mondo:

“per arrivare a vederti, per arrivare a toccarti, per arrivare fin qui, ho dovuto sognarti”. 

É proprio questo che offrono i truffatori (scammer): un sogno d’amore ricco di parole che scaldano il cuore, di passione e progetti di vita familiare.  

Racconterà un’altra donna caduta nella trappola:

“Piango disperatamente perchè il mio sogno d’amore è perduto per sempre, anzi non è mai esistito se non nello spazio facile della mia ingenuità” (F. Sciarelli)

CONTATTO.. Eccolo lì il segreto, la parola dalle mille sfumature, dagli svariati utilizzi, vicinissima pure alla realtà tecnologica: si pensi ai contatti social, telefonici ecc.; una parola che se divisa rivela in sè un elemento imprescindibile della dolcezza: CON  TATTO! 

Ed è proprio così che i truffatori riescono a far innamorare le proprie vittime: con tatto, parole ripetute d’amore, presenza, tenerezza, costante attenzione. Un’attenzione talmente perfetta da ridisegnare i confini del sentire, arrivando non solo alla pelle ma anche nelle viscere. 

Ma partiamo dal principio.

Cosa sono le Truffe Romantiche (Romance Scam)?

Le truffe romantiche sono dei veri e propri raggiri, studiati nei minimi dettagli da organizzazioni criminali potenti. 

Vengono chiamati “Fraud boys” gli uomini/ragazzi il cui lavoro consiste nell’estorcere più denaro possibile a donne e uomini che credono di aver trovato l’anima gemella. 

Attraverso foto rubate creano falsi profili, ognuno dei quali racconta una storia specifica; contattano la vittima sulle piattaforme di incontri o altri social network, ne studiano gli interessi e le abitudini, cercano di attirare la loro attenzione e se ci riescono le coinvolgono emotivamente in una storia d’amore travolgente fino ad arrivare alla richiesta di aiuto economico.

Una vera e propria organizzazione capillare, che sfrutta la solitudine, il desiderio d’amore, l’ingenuità e la poca dimestichezza con il web delle persone addescate. 

Pensate che queste organizzazioni danno lavoro a 5 milioni di persone solo nella regione del Lagos. 

Come funzionano?

La strategia della Romance Scam consiste prevalentemente in due fasi: 

Fase 1. Corteggiamento: veri e propri fiumi di presenza e parole d’amore capaci di far sentire la vittima costantemente al centro dell’attenzione; allontanandola dal suo mondo reale e concreto.  

Lo scopo è quello di riempire le carenze affettive della vittima per instillare in lei la fiducia e la speranza di poter costruire una vita affettiva piena di progetti condivisi. Promettono infatti una vita familiare colma di passione e felicità. 

Fase 2. Richiesta economica: una volta che si è instaurato un rapporto di piena fiducia, il truffatore (scammer) comincia  a chiedere soldi alla propria amata con le più svariate scuse, promettendole che il prestito verrà velocemente restituito. 

Chi sono le vittime?

Nella rete delle truffe romantiche cadono donne e uomini adulti, di età compresa tra i 40 e i 70 anni; solitamente persone sole, vedove o divorziate, poco esperte all’interno delle reti informatiche. 

Le truffe ai danni degli uomini sono più spesso legate ad estorsioni a sfondo sessuale, in seguito a incontri su videochat a luci rosse.

Come evitare di finire nella trappola delle truffe romantiche (romance scam)?

Sicuramente il primo passo potrebbe consistere nell’educazione verso un utilizzo consapevole dei social network e delle reti informatiche in generale (la piattaforma Google ad esempio offre anche la possibilità di verificare a chi appartenga una foto, nel caso in cui qualcuno abbia dei dubbi al riguardo). 

Un altro passo importante è denunciare le truffe; spesso il profondo malessere causato dal fatto di essere stati raggirati alimenta un sentimento talmente grande di vergogna che porta le persone ad evitare di denunciare l’accaduto. In questo modo non solo si permette ai truffatori di continuare le loro attività senza alcun ostacolo, ma ci si priva anche dell’opportunità di essere aiutati ad affrontare questo periodo di estrema sofferenza. 

Molte donne dopo aver scoperto il raggiro della romance scam sono cadute in depressione, altre hanno tentato il suicidio, altre ancora non hanno accettato la realtà e si sono trovate in situazioni di grave pericolo: andando a far visita al proprio carnefice, finendo nelle mani della mafia nigeriana.

Per questi motivi si ritiene essenziale denunciare e accettare che qualcuno possa prenderci per mano e aiutarci a uscirne: che siano le forze dell’ordine, un amico, un gruppo di auto-mutuo-aiuto o un percorso psicologico individuale, l’importante è non chiudersi nella propria solitudine perché esiste un amore che può superare davvero qualunque ostacolo: quello per se stessi, e prendersene cura è un dovere dai risvolti meravigliosi. 


Tirocinante post laurea presso Dipendiamo- Centro per la cura delle New Addiction.Ho conseguito la Laurea Magistrale in Psicologia Clinica all’Università degli Studi di Bergamo. Tra le mie esperienze lavorative più significative: Tutor DSA/ADHD, servizio civile all’interno di una comunità psichiatrica di media protezione.


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